IL RAPPORTO TRA UNIVERSITÀ E MONDO DEL LAVORO

Come cambiano la didattica e la ricerca nell'interazione studente-lavoro.

Francesco De Luca, Professore Associato di International Accounting, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management, Dipartimento di Economia Aziendale, Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Tradizionalmente il mondo accademico ha indirizzato la propria attività verso le principali due missioni che lo caratterizzano da un punto di vista istituzionale: ricerca e didattica.
L’attività di ricerca, per sua natura, si concretizza nell'avanzamento della frontiera della conoscenza, sia nell'ambito delle scienze fisiche, naturali e mediche, sia di quelle sociali e umanistiche. Nel contempo, la missione didattica assume il ruolo di formazione di più elevato livello, utile a trasferire conoscenze e competenze agli studenti che, terminato il percorso formativo, possano avviarsi proficuamente verso l’inserimento nel mondo del lavoro.
Nel tempo, però, si è avvertito un certo livello di scostamento tra le funzioni tradizionalmente svolte dall'Università e le esigenze sempre più variegate ed evolute del mondo del lavoro. Ciò è stato maggiormente avvertito nell'ambito delle scienze sociali.
In effetti, il ruolo dell’accademia, specialmente nelle scienze sociali e quindi anche nell'economia aziendale, non è quello di produrre una serie di astrazioni teoriche via via più distanti dalla realtà e dalla concreta applicazione. Bensì, è necessario che gli sforzi della ricerca teorica siano sempre indirizzati all'impatto sulla collettività, nel caso di specie, costituita dalle imprese concretamente operanti.
Il contesto attuale di crisi, peraltro, è un ulteriore fattore di impulso affinché l’accademia svolga un ruolo che si potrebbe definire “sociale”, nel momento in cui offre agli operatori e ai professionisti gli strumenti per la verifica dei segnali della disfunzione e poi della crisi e per l’eventuale ripristino delle condizioni di equilibrio nella prospettiva della continuità.
Attualmente, infatti, anche per espressa previsione normativa, prende consistenza il concetto di terza missione per l’Università laddove, accanto alle tradizionali attività di didattica e ricerca, l’accademia assume un ruolo attivo nei rapporti con la collettività, mediante l'instaurazione di forme collaborative con il mondo dell’industria e della professione (trasferimento tecnologico, spin-off, formazione etc…). Ebbene, probabilmente, tale funzione emerge solo in tempi recenti in maniera formalmente riconosciuta e oggetto di misurazione ma è evidente che essa avrebbe sempre dovuto essere implicita nelle altre due, in primis nella ricerca, che altrimenti sarebbe solo fine a se stessa e poi anche nella didattica, in quanto ogni percorso formativo deve preparare lo studente ad affrontare le problematiche effettivamente presenti nel mondo del lavoro.
L’università, dunque, deve intraprendere iniziative di public engagement nel tentativo di rafforzare il fecondo rapporto tra ricerca scientifica, didattica e impatto sul sistema delle aziende concretamente operanti. A livello concreto, pertanto, l’utilità di tali iniziative emerge solo se ne conseguono benefici per tutti gli attori: accademia che riceve l’input per orientare la propria ricerca scientifica, aziende che ricevono il supporto necessario per il proprio percorso di sviluppo, professionisti in senso ampio che dispongono degli strumenti adeguati per fornire il proprio contributo alla collettività.
In tal senso, il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara intende porre al centro della propria attività istituzionale il fecondo rapporto tra le suddette tre missioni accademiche.
Da un lato, l’attività di ricerca svolta dai docenti e ricercatori prende spesso spunto dall'osservazione fenomenica del concreto funzionamento (o disfunzione) delle aziende, nel tentativo di fornire modelli descrittivi e normativi del comportamento aziendale. Dall'altro, l’attività didattica viene indirizzata sulla base dell’avanzamento delle conoscenze, ottenuto grazie alla ricerca.
Nel contempo, l’articolazione dei corsi di laurea e i contenuti degli insegnamenti vengono delineati anche sulla base delle istanze provenienti dagli operatori economici, dalle associazioni di rappresentanza delle aziende, dagli ordini professionali, etc...
I profili formativi degli studenti, infine, trovano completamento grazie alle iniziative formative collaterali che il Dipartimento attiva con partner privilegiati, con l’obiettivo di trasferire anche le cosiddette soft-skills, che spesso si rivelano fondamentali per coloro che nel proprio percorso lavorativo troveranno inserimento nelle organizzazioni economiche e/o in carriere di carattere professionale e consulenziale.