LAVORO, ECCO LE CINQUE FRASI CHE POTREBBERO STRONCARVI LA CARRIERA

Che le parole abbiano un peso e un significato preciso non è certo una novità. E la regola, che siate manager o dipendenti, vale anche nel mondo del lavoro.

Fonte: "MioJob - La Repubblica" - Approfondimento di Barbara Ardù, pubblicato il 2 settembre 2018

Todd Dewett, uno dei team leader più apprezzati negli Stati Uniti quando si parla di lavoro e team building, che da tempo svolge corsi e conferenze in giro per gli States e su LinkedIn, in ogni suo intervento non manca di rimarcare quanto sia importante saper usare le parole giuste sul posto di lavoro. Questo perché quando parliamo comunichiamo qualcosa di preciso, che però in un ambiente di lavoro può essere letto in un modo o in un altro.
Che le parole abbiano un loro potere non è certo una novità ma Dewett ha illustrato, grazie a un puntuale elenco di cinque punti, come usarle nel modo giusto per far carriera o per motivare un gruppo di persone da cui si vuole ottenere un risultato. E motivare le persone, che siano figli, studenti o dipendenti, non è proprio una passeggiata. Cinque sono le frasi messe sotto accusa da Dewett, quelle che non andrebbero mai pronunciate. Eccole.

"Questo non è il mio lavoro".
Una frase che, trasposta nella realtà italiana, suscita una reazione negativa, soprattutto se a pronunciarla è qualcuno dietro uno sportello. E Todd Dewett conferma l'inutilità o l'aggressività insita in queste 6 parole, soprattutto se non si lavora dietro il vetro di un ufficio pubblico, ma in un'azienda privata. Chi le pronuncia è solitamente qualcuno cui è stato chiesto di fare qualcosa che non rientra nelle sue mansioni e che magari non sa nemmeno fare bene. Un no secco, però, o un no motivato in altro modo, sarebbe meglio. "Ora non posso, ti aiuterò in seguito". In fondo chi lo domanda fa parte della stessa organizzazione, il cui obiettivo è vincere.

"Ci abbiamo già provato".
È una frase pronunciata solitamente da chi ha un'anzianità aziendale elevata. Chi la pronuncia, però, rischia di chiudere la bocca ai nuovi arrivati, che magari hanno un'idea diversa per risolvere un problema. Rispondere con questa frase blocca ogni spirito di innovazione. È un po' come dire "Io so tutto e tu non sai niente" o peggio "un nuovo sforzo che a me non va di fare". L'opzione migliore è, invece, ascoltare. Chissà, forse ciò che viene proposto è stato provato, ma non nel modo giusto.

"Non c'è budget per questo"
Come smontare chi ha un'idea, ci crede ed è pronta a illustrarvela. Una risposta netta "non c'è budget" è come comunicare all'appassionato ideatore "tieni la testa bassa e fai ciò che è previsto". La strada migliore per uccidere la creatività di una squadra aziendale, riducendola a un pugno di esecutori.

"Te lo avevo detto"
L'opzione migliore è il semplice silenzio. Vale in una squadra aziendale come in una famiglia. Inutile rimarcare il fallimento.

"Non stai seguendo la procedura"
Tradotto, per chi lo ascolta, suona come "c'è solo un modo per fare le cose qui". Una frase che blocca ogni tipo di innovazione e che uccide il cambiamento in un'epoca, tra l'altro, in cui le certezze sono sempre meno mentre i cambiamenti sono velocissimi. Non coglierli è come condannarsi al passato. D'altra parte, anche un esercizio di matematica può avere soluzioni differenti che portano però allo stesso risultato.

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