CAMPIONE DENTRO E FUORI DALL’ACQUA

INTERVISTA A LUCA DOTTO, FRESCO VINCITORE DELLA MEDAGLIA D’ORO A COPENAGHEN NEGLI EUROPEI DI NUOTO
di Matteo De Leonardis, Responsabile Web Marketing & Social Media SGB Humangest Holding

Un campione vero, nel nuoto come nella vita. Non è un caso se Luca Dotto sia uno degli sportivi più seguiti e amati del panorama sportivo nazionale.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare questo giovane atleta che ha pienamente confermato tutte le sue qualità come atleta e come uomo in occasione dello stage di nuoto organizzato presso l’impianto “Le Naiadi” di Pescara dal team “The Hurricane”; una giornata riuscitissima in occasione della quale Luca ha mostrato un’umiltà e una disponibilità non comuni verso i tanti curiosi accorsi per selfie e autografi di rito. Soprattutto Luca è riuscito a regalare una grande emozione ai più piccoli del team, rispondendo a ogni tipo di curiosità, regalando preziosi consigli e, infine, mostrando la medaglia appena conquistata a Copenaghen che di mano in mano è passata fra gli occhi stupefatti dei bambini, quasi come una reliquia. E proprio da questo abbiamo voluto cominciare l’intervista, per comprendere direttamente dalle sue parole le ragioni di un rapporto così bello con i bambini.

Luca hai dimostrato un grande attaccamento ai più piccoli...
Noi grandi abbiamo una responsabilità enorme nei loro confronti perché sono delle spugne che da noi adulti prendono tutto; qualsiasi comportamento, qualsiasi parola, soprattutto quando si raggiunge un alto livello di notorietà, viene seguito ed emulato da loro, ecco perché abbiamo il dovere di dare sempre, nel pubblico come nel privato, il buon esempio in modo che possano crescere come uomini in maniera giusta e corretta, al di là dello sport. Io cerco di non negare mai una risposta a una domanda, un sorriso, una foto a nessuno perché so quanto è importante per i più piccoli. D’altronde io stesso da bambino ammiravo campioni come Massimiliano Rosolino e Domenico Fioravanti, vedevo come si comportavano e li emulavo. In questo senso comprendo perfettamente qual è l’importanza del mio ruolo.”

Luca Dotto intervistato da HumangestHai raggiunto livelli altissimi. Determinazione, sacrificio…e tanto tempo in vasca. Tu quando hai iniziato?
"Ho iniziato all’età di 6 anni con i corsi di nuoto classici e, da allora, è stato un crescendo. Ne sono passate di vasche e di chilometri visto che sono ormai più di vent’anni che vivo ogni giorno in piscina.

Quanto è importante per te il nuoto?
E’ uno sport duro, non lo nascondo, perché di base non c’è un gioco, spesso si è soli con la propria corsia e con la linea nera da seguire sotto la vasca. In effetti molti sacrifici vanno fatti all’inizio ma si fanno volentieri perché con il tempo, grazie all’allenamento costante, i risultati e le soddisfazioni arrivano. E’ così per raggiungere alti livelli non solo nello sport ma nella vita in generale: servono tanta passione e tanto sacrificio.

Tu sei molto seguito e apprezzato non solo dai colleghi nuotatori ma anche nel mondo della moda e dal pubblico femminile, in generale che apprezza le tue doti estetiche messe in risalto dall’impegno come testimonial per Giorgio Armani. Come vivi questo impegno parallelo allo sport?
“E’ una cosa che faccio molto volentieri perché mi permette di esulare dal trantran degli allenamenti e spezza la monotonia della settimana di nuotatore. E’ completamente un altro mondo e sono molto fortunato ad averlo conosciuto perché non tutti possono dire di poter lavorare con brand importantissimi a livello mondiale. Insomma, un’esperienza bellissima che mi ha dato la possibilità di entrare a contatto con un mondo che, diversamente, non avrei nemmeno potuto immaginare esistesse.”

Tornando al nuoto, qual è la gara che ricordi con maggior piacere?
Ce ne sono tante per fortuna ma quella che porto nel mio cuore, al di là di medaglie mondiali o europee, è stato quando sono riuscito a superare il record italiano di Filippo Magnini nei 100 stile in vasca lunga. Sono stato il primo italiano a scendere sotto i 48 secondi ed è stato un momento di grande orgoglio perché, anche se un domani riusciranno a superarlo, resterò comunque nella storia come il primo ad essere sceso sotto quel muro. Si trattava di un traguardo per me molto sentito e quando sono riuscito a raggiungerlo è stata veramente un’emozione incredibile."

Quale consiglio vuoi dare ai giovani nuotatori che ti seguono con tanto affetto?
"Di divertirsi. Divertitevi sempre, questa è la regola essenziale per raggiungere traguardi importanti. Ad esempio io ricordo che fin da piccolo ogni allenamento era un’occasione per sfidarci come matti con gli altri atleti a chi fosse più abile e veloce in vasca, negli scatti brevi o in gara. Bisogna trovare piacere per quello che si fa e non vederlo come un’imposizione magari da parte dei genitori o della famiglia. Cercate sempre qualcosa che vi faccia divertire. Sempre."