LAUREE PIÙ REDDITIZIE? INGEGNERIA APRE LA CLASSIFICA

Si avvicina la fine dell'estate e per molti neodiplomati sta per iniziare un nuovo percorso, quello universitario. Altri, ancora, sono già impegnati nella preparazione dei test di ammissione e, gli indecisi, stanno valutando il da farsi. 
Seguire la propria "vocazione personale", le proprie attitudini e interessi è la linea che guida i giovani nella scelta della facoltà ma il dato nuovo e interessante è che circa il 30%, oggi prende una decisione dopo aver analizzato i trend del mercato del lavoro. Trovare, quindi, una sorta di "compromesso" tra le proprie passioni e le esigenze del mercato, considerando le professionalità più ricercate dalle aziende.
Alla luce di questo nuovo scenario, Almalaurea ha scattato una fotografia sul profilo e sulla condizione occupazionale dei neolaureati in Italia, segnalando le lauree più "redditizie" a un anno dal loro conseguimento.
L'indagine è stata svolta su un campione di oltre 276mila laureati, iscritti in 74 università d'Italia: il primo dato che emerge è che conseguire la laurea sia ancora una strada produttiva da seguire: ad un anno dalla fine degli studi infatti, oltre il 71% ha già preso il primo stipendio, dato che sale al 74% se si considerano i giovani che hanno conseguito una laurea magistrale.
Quale facoltà, quindi, guida l'occupazione?
La risposta è "semplice" se pensiamo che all'era in cui viviamo, quella della cosiddetta intelligenza artificiale, dei Big Data e della cyber security, insomma, l'era digitale 4.0. Le aziende cercano maggiormente laureati in Ingegneriail tasso di occupati a un anno dalla laurea di primo livello è ben il 94,6%; a seguire, gli specializzati in materie economico-statistiche (91,6%) e laureati in ambito medico/sanitario (93,8%).
Percentuali d'impiego molto alte anche per i neolaureati in architettura (88,8%), nel settore chimico-farmaceutico (88,2%), in educazione fisica (87,7%), nelle materie scientifiche (87,1%), in agraria e veterinaria (86,6%), in materie linguistiche (86,3%), politico-sociali (84,8%), psicologiche (83,2%) e nell'insegnamento (82,4%).
Tassi di occupazione più bassi, invece, per i giovani che conseguono lauree ad indirizzo letterario, con una percentuale d'impiego intorno al 79,7%, in ambito geo-biologico (78,5%) e giuridico (76,5%).
Come si traduce questa situazione a livello retributivo a un anno dal conseguimento della laurea?
La classifica dei neolaureati "Paperoni" è guidata proprio dagli Ingegneri, il cui stipendio medio netto si attesta sui 1.753 euro.
Per gli specialisti in ambito scientifico, a dodici mesi dalla laurea lo stipendio medio è di circa 1.668 euro e, a seguire, troviamo laureati:
- settore chimico-farmaceutico: 1.633 euro
- settore economico-statistico: 1.543 euro
- settore medico-sanitario: 1.487 euro
- agraria e veterinaria: 1.363 euro
- architettura: 1.337 euro
- settore politico-sociale: 1.329 euro
- materie linguistiche: 1.269 euro
- educazione fisica: 1.228 euro
- settore giuridico: 1.210 euro
- settore Letterario: 1.168 euro
A chiudere la classifica delle retribuzioni più proficue dei neolaureati, l'insegnamento, con uno stipendio medio di 1.127 euro e la psicologia, circa 1.042 euro percepiti a un anno dal titolo.






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