I DIRITTI DEI PAPÀ LAVORATORI NEL 2021

Fonti: www.flcgil.it | www.money.it

Non solo le madri, ma anche i padri lavoratori hanno diritto ad una serie di misure per agevolare l’esercizio della genitorialità e il benessere dei figli: si tratta di congedi obbligatori e facoltativi, permessi per malattia e assenze giustificate per genitori con figli in Didattica a Distanza.

Ecco un elenco di diritti e tutele garantiti dalla legge a tutti i padri lavoratori, insieme alle novità in merito introdotte dalla Legge di Bilancio 2021.


CONGEDO DI PATERNITÀ 2021, QUANTI GIORNI SPETTANO?
I giorni di astensione obbligatoria per i neopapà diventano 10 con le novità della Legge di Bilancio: l’Italia in questo modo si adegua allo standard minimo europeo. Le istruzioni dall’INPS sono arrivate con la circolare n. 42 dell’11 marzo 2021. A poter usufruire del congedo di paternità sono i padri lavoratori dipendenti, che hanno diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione.

Le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2021 comportano:
👉  la proroga del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo del padre, che costituiscono misure sperimentali introdotte dalla citata legge n. 92/2012, anche per le nascite, le adozioni e gli affidamenti avvenuti nell’anno 2021 (1° gennaio - 31 dicembre);
👉  l’ampliamento da 7 a 10 giorni del congedo obbligatorio dei padri, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia o in Italia (in caso, rispettivamente, di adozione/affidamento nazionale o internazionale) del minore.

CONGEDO FACOLTATIVO DI PATERNITÀ
A questi 10 giorni può esserne aggiunto un altro, facoltativo, che è possibile richiedere solo se la madre del figlio rinuncia a un giorno di congedo di maternità. Il numero totale di giorni attualmente fruibili dai neo papà sale quindi a 11 giorni.

Per godere del proprio diritto di congedo parentale i neo papà avranno tempo fino al 5° mese dalla nascita, dall’adozione o dall’affidamento del figlio.

Come per il congedo obbligatorio, anche in questo caso il padre lavoratore ha diritto ad un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione ordinaria.

CONGEDI PER GENITORI CON FIGLI IN DAD
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il Decreto Legge 30 del 13 marzo 2021 con le attese misure di sostegno per i genitori. Si tratta di uno stanziamento di 282,8 milioni di euro per coprire fino al 30 giugno 2021 i periodi di astensione dal lavoro retribuiti al 50% e il Bonus Baby Sitter.

Il disegno di legge prevede, dal 15 marzo, prioritariamente l’accesso alla prestazione in modalità agile per il genitore di figlio/a convivente minore di 14 anni che svolge attività in DaD o si trovi ad aver contratto infezione da Covid-19 oppure per quarantena disposta dal dipartimento dell’ASL territoriale. Solo qualora la sua prestazione non possa essere svolta da remoto, il genitore può usufruire di un periodo di congedo parentale straordinario retribuito con una indennità pari al 50%.

PERMESSI PER “ALLATTAMENTO” ANCHE AI PAPÀ
I permessi o riposi per allattamento sono delle astensioni dal lavoro concessi a madri e padri per prendersi cura del bambino durante i primi 5 mesi di vita, e non servono unicamente a soddisfare le esigenze alimentari, per questo possono essere fruiti sia dalla madre che non allatta che dal padre, fino ad un massimo di 2 ore al giorno. Tuttavia i papà hanno diritto a questi permessi soltanto in presenza di una delle condizioni seguenti:
👉 affidamento esclusivo del figlio;
👉 in alternativa alla madre lavoratrice che sceglie di non avvalersene;
👉 se la madre è una lavoratrice autonoma o non lavora e quindi non ha diritto ai permessi;
👉 decesso o grave infermità della madre. 

COME FARE DOMANDA PER IL CONGEDO DI PATERNITÀ 2021: ISTRUZIONI INPS
Le modalità per fare richiesta del congedo di paternità non cambiano nel 2021, dunque il suddetto messaggio dell’INPS riepiloga le istruzioni da seguire per fare domanda.

Il congedo obbligatorio di paternità dovrà essere richiesto presentando domanda al proprio datore di lavoro, o all’INPS in specifici casi. In particolare, la domanda va fatta:
👉  all’INPS se l’indennità è erogata direttamente dall’Istituto;
👉  al datore di lavoro se le indennità vengono da lui anticipate. Sarà poi il datore di lavoro a comunicare all’INPS le giornate di congedo fruite.

Il padre lavoratore dipendente deve comunicare al proprio datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con almeno 15 giorni di anticipo. Se richiesto in concomitanza della nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto.

Nei casi di pagamento diretto da parte dell’INPS, la domanda si presenta online attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare la domanda:
👉  chiamando gratuitamente il Contact Center al numero 803 164 da rete fissa, o il 06 164 164 da rete mobile;
👉  tramite i servizi telematici offerti dai patronati e intermediari dell’INPS.

Tutte le istruzioni si trovano nella circolare n. 40/2013