STORIE DI SUCCESSO: HOWARD SCHULTZ

Il coffee-to-go è ora un’ossessione anche italiana grazie all'arrivo a Milano di Starbucks, la catena americana fondata da Howard Schultz, che ha all'attivo oltre 22mila caffetterie distribuite in 65 paesi nel mondo con un fatturato di 16 miliardi di dollari.
È proprio dall'intuizione, negli anni 80, di Howard Schultz che la Starbucks Coffee Company, nell'arco di soli venti anni, è riuscita a trasformarsi da una piccola compagnia dedita alla preparazione del caffè ad un fenomeno mondiale. Nato nel 1953 a New York, Schultz è un self made man, cresciuto nelle case popolari di Brooklyn ha trovato la fuga dalla povertà nello sport che gli insegna fin da giovane i valori della disciplina e della costanza. Nel 1975 è il primo della sua famiglia a laurearsi e ad iniziare un percorso di carriera in azienda, inizialmente come commerciale in Xerox, per poi spostarsi nell'azienda svedese Hammarplast, realtà che lo mette in contatto nel 1981 con la Starbucks Coffee Company di Seattle. Nel giro di pochi mesi Schultz viene assunto come Direttore Marketing dando inizio al suo amore per il caffè.
È proprio Milano, la città dove nasce l’idea vincente di Howard Schultz che, durante un viaggio di lavoro, rimane affascinato dall'atmosfera autentica dei bar e dei caffè della città italiana, luoghi dove incontrarsi e parlare abbattendo ogni barriera sociale. La svolta arriva al ritorno in America, quando Schultz, folgorato dall'dea di replicare un format simile sul territorio americano, prova a convincere i proprietari di Starbucks a trasformare la torrefazione in una caffetteria di ispirazione italiana. Il primo tentativo di Starbucks Coffee Bar va a buon fine ma l’azienda non intuisce la potenzialità e la portata del progetto. Nel 1985, Schultz, deluso, si licenzia e porta avanti da solo l’apertura de Il Giornale, un locale che vuole regalare ai suoi clienti un’esperienza del tutto italiana. Racconta Schultz: "Ho parlato con 242 persone e 217 mi hanno detto di no. È veramente sconfortante sentirsi dire così tante volte che la propria idea è qualcosa in cui non vale la pena di investire". 
È il 1987 l’anno che sancisce il rilancio del suo progetto: il management di Starbucks decide, infatti, di vendere proprio al suo ideatore la divisione Retail dei Caffè a marchio Starbucks per 3,8 milioni di dollari. Schultz diventa CEO iniziando così l’espansione definitiva della catena in tutti gli Stati Uniti. In pochi anni, grazie alla sua posizione ai vertici dell’azienda, riuscirà a trasformare delle semplici caffetterie in uno status symbol americano, a quotare la società a Wall Street e a espandere il marchio oltre oceano in Europa, Asia, Australia e Sud America. Con il nuovo millennio il format di Starbucks si evolve grazie all'introduzione di corsi di formazione sul caffè obbligatori per i dipendenti e subisce una trasformazione eco-sostenibile con la promessa di eliminare le cannucce di plastica nei famosi coffee-to-go. Schultz, oggi uno fra gli uomini più ricchi degli Stati Uniti, non ha dimenticato le sue radici e ha deciso di adottare per tutti i suoi 350mila dipendenti una struttura aziendale che coniuga uguaglianza sociale e lavoro di team continuando a raccontare il suo successo come se fosse il primo giorno: un sogno che si sta avverando.

Nella foto, Howard Schultz all'opening di un negozio a Manhattan nel 1999. 
Fonte: Getty Images