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LAVORO E INNOVAZIONE: 5 BIG IDEAS PER IL 2021

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5 Gennaio 2021

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Fonte: LinkedIn – Articolo di Marco Valsecchi, Giornalista di LinkedIn Notizie

Nessuno aveva previsto un 2020 così. Alla fine del 2019 in Italia si discuteva di stagnazione della crescita, ci aspettavamo che in Europa a monopolizzare i titoli dei giornali fosse la Brexit e il Giappone si preparava ad aprire le sue porte al mondo in vista delle Olimpiadi estive. E invece è arrivato il Covid-19. Proprio l’Italia è stata il primo Paese occidentale a subire l’impatto del coronavirus, che in pochi mesi è arrivato a paralizzare l’intera economia globale. Milioni di professionisti si sono trovati nella condizione di non poter lavorare e molti di noi si sono chiusi in casa e ancora oggi seguono quello che sta succedendo attraverso un computer.

Il 2020 ha messo alla prova la nostra resilienza, obbligando il mondo a cambiare improvvisamente il suo modo di vivere e di lavorare. Ora, mentre ci avviciniamo al 2021 aggrappati alla speranza rappresentata dal vaccino, affrontiamo una nuova sfida: dobbiamo decidere che genere di società post-pandemica vogliamo costruire, per noi e per le prossime generazioni. Di seguito, una selezione di previsioni e riflessioni sull’anno che abbiamo davanti. Quali trend emergeranno? Nel futuro prossimo, come cambierà il mondo del lavoro?

1. LE SKILLS SI FARANNO SEMPRE PIÙ LIQUIDE
Chi cerca un impiego e chi si trova in industrie ad alto tasso di innovazione lo sa: le competenze richieste variano ormai a una velocità impressionante ed è necessario un aggiornamento continuo sia di quelle ‘soft’ sia di quelle ‘hard’, in particolare quelle digitali.

L’Italia ha da poco dato il via al Fondo Nuovo Competenze, che, con una dotazione complessiva di 730 milioni di euro fino al 2021, introduce novità riguardo la formazione dei lavoratori all’interno delle aziende. Si tratta, tuttavia, solo di un punto di partenza, non certo di arrivo. Per molti, attività di skilling e reskilling efficaci potrebbero durare pochi mesi; per altri potrebbero essere necessari anni; per altri ancora, potrebbe essere impossibile. Per questi ultimi, rileva l’ultimo rapporto Censis-Eudaimon, il welfare giocherà un ruolo cruciale.

2. L’UFFICIO COMBATTERÀ PER RICONQUISTARTI
Dopo quasi un anno di lavoro da casa, gli ‘equilibri di potere’ sono cambiati. Le aziende dovranno fornire ai loro dipendenti un motivo per tornare in ufficio. Che cosa offrire? Spazi progettati per ciò che il più delle volte è mancato: contatto umano (almeno in principio, con una maggiore attenzione al distanziamento) e forse anche un po’ di riposo e relax.

“Sono le persone a mancare di più alle persone. C’è un valore tangibile nel contatto umano diretto”, spiega Liz Burow, ex vicepresidente di WeWork, società di spazi di coworking presente anche in Italia. Secondo la manager, gli uffici funzioneranno in due modi chiave: come spazi in cui le persone si ritroveranno per fare esperienze sulla leadership, lo sviluppo personale e la cultura; e come sedi per collaborare e riunirsi. In ogni caso, non ci si incontrerà più cinque giorni alla settimana, ma in base a specifiche esigenze.

3. PER I LEADER IL CARATTERE SARÀ TUTTO
Mentre ci sforziamo di superare una pandemia globale e una recessione economica, il carattere dei leader sarà importante quanto la loro competenza. Nel 2021, la leadership esercitata con spirito di servizio offrirà un vantaggio competitivo. Gli psicologi evidenziano che di fronte alle minacce al nostro lavoro e alla nostra vita, diventiamo più preoccupati per la precarietà e gli obiettivi. Cerchiamo un senso di fiducia nel fatto che i nostri posti di lavoro siano al sicuro e di contributo a una causa più grande di noi. Questo darà ai ‘servant leader’ un vantaggio nel reclutare, motivare e trattenere persone di talento.

I servant leader danno, non prendono: possiamo contare su di loro per mettere i nostri interessi al di sopra dei loro stessi. Riconoscono che le persone non sono la risorsa più importante in un’azienda; sono l’azienda. Non ci licenzieranno in un batter d’occhio; faranno tutto il possibile per salvare i nostri posti di lavoro. Non ci terranno legati a un ufficio o a un programma, ci daranno la libertà e la flessibilità di lavorare ovunque e ogni volta che va bene per noi. Non ci terranno bloccati in lavori senza uscita; creeranno opportunità di crescita e avanzamento.

4. LA RIPRESA A K IMPORRÀ UNA RIFLESSIONE ALLE AZIENDE
La pandemia globale ha creato “un racconto di due città”, spiega l’investitore e filantropo statunitense David Rubenstein. Una realtà in cui “le persone in cima stanno bene in modo spettacolare, mentre gli altri rimangono sempre più indietro”. Una biforcazione a forma di K (cioè con una curva in calo e una in crescita sovrapposte) che spingerà le aziende a seguire il denaro per prosperare, se non semplicemente per sopravvivere.

Una corsa al cliente benestante che secondo David Hunt, CEO della società di investimenti PGIM, andrà a modificare anche la loro operatività. “Le imprese di tutto il mondo hanno perso gli asset che storicamente le hanno definite: fabbriche, macchinari, uffici locali brulicanti di persone”, osserva l’esperto. Andando avanti, le aziende investiranno sempre di più in proprietà intellettuale, software, piattaforme online, dati e algoritmi: tutto quello che servirà per rintracciare e andare a trovare i clienti del futuro dove questi si troveranno.

5. I MILLENNIAL RIDISEGNERANNO LA FINANZA A LORO IMMAGINE
Wall Street è stata costruita per i nostri genitori e nonni: conversazioni al telefono, risme di documenti cartacei e una visione del mondo che mette la remunerazione degli azionisti in cima a tutto. Ebbene, i Millennial si preparano a cambiare tutto questo, ricostruendo nel frattempo il settore finanziario. The Economist ha recentemente segnalato quattro tendenze la cui accelerazione guiderà questo cambio della guardia:
? I Millennial stanno per entrare negli anni di punta della loro carriera, sostituendo man mano i Baby Boomer ai vertici delle aziende.
? Molti di loro riceveranno anche dei lasciti dalle generazioni precedenti.
? La tecnologia è sempre più al centro della loro vita quotidiana. E lo sarà anche per quanto riguarda gli investimenti.
? Le generazioni più giovani vogliono più del semplice ritorno finanziario quando investono. Alle aziende chiedono anche sostenibilità.

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