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EMOJI E MAIL DI LAVORO: 3 CONSIGLI

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17 Luglio 2020

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Nel 2020 le emoji sono diventate il nostro pane quotidiano: infarciscono messaggi, post dei social network e anche le mail di lavoro. Tuttavia, nell’ambito professionale c’è a chi piacciono e a chi no. Lo stato dell’arte sul tema testimonia che le faccine sorridenti possono essere considerate non appropriate ai contesti lavorativi. Altre ricerche affermano il contrario: gli smile sul lavoro possono distendere il clima, renderci più sereni, e addirittura migliorare la produttività. Come nella maggior parte dei casi, la verità sta nel mezzo: le emoji nelle mail o nei messaggi di lavoro possono risultare simpatiche, ma solo se utilizzate con criterio. Ecco 3 consigli sul tema.

1. USALE CON LE PERSONE GIUSTE
Una mail formale, magari inviata per una candidatura ad un annuncio di lavoro, di certo non è il contesto ideale per le faccine sorridenti. In questo caso si rischia di risultare poco seri e professionali. Al contrario, uno smile in uno scambio informale tra colleghi, che si tratti di mail o messaggi, può creare un’atmosfera famigliare, seppur virtualmente!

2. NON ESAGERARE
Anche se le comunicazioni di lavoro informali ammettono le emoji, meglio non esagerare. Una faccina a fine mail andrà benissimo, ma inserire uno smile ogni fine frase può risultare stucchevole e confondere il tuo destinatario, distraendolo dal messaggio ricevuto.

3. VALUTA LA CIRCOSTANZA
Se la mail in questione è dedicata ad un problema o ad una dinamica delicata, meglio evitare di inserire emoji. Il rischio è quello di risultare poco sensibili e perspicaci rispetto all’entità della problematica in questione.

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