Header_news

LAVORO, ECCO LE PROFESSIONI PIÙ RICHIESTE NEI PROSSIMI 5 ANNI

Icon_candidate_small

25 Maggio 2018

Share

Fonte: Il Sole 24 Ore
Approfondimento a cura di Claudio Tucci, pubblicato il 15 Maggio 2018

La formazione, soprattutto quella legata a Industria 4.0 e al mondo del lavoro, sarà sempre più centrale nell’Italia dei prossimi cinque anni. Non solo per spingere la ripresa economica e produttiva, ma anche per aggredire la disoccupazione, in primis quella giovanile (e tecnologica).

Da qui al 2022, infatti, evidenzia l’annuale rapporto Excelsior targato Unioncamere e Anpal, che sarà presentato domani a Roma, nella sede delle Camere di commercio, nel corso di un convegno, saranno necessari più di 2,5 milioni di occupati, dipendenti e autonomi. Ebbene, oltre il 70% di questi nuovi ingressi, vale a dire ben 1,8 milioni di lavoratori, dovrà possedere competenze piuttosto elevate e qualificate (per il 35,8% si parla espressamente di “high skills” – professioni specialistiche e tecniche).

I profili “low skills”, quelli cioè con una bassa specializzazione alle spalle, si fermano al 28,8% del totale, pari, in termini assoluti, a 743mila unità (si tratta di operai e artigiani, conduttori di impianti, in sintesi, personale non qualificato). Non solo: una fetta consistente delle oltre 2,5 milioni di assunzioni programmate nei prossimi cinque anni dalle imprese del settore privato e di quello pubblico sarà appannaggio di laureati: quasi 780mila posizioni sono a disposizione dei “colletti bianchi”, essenzialmente nelle materie “Stem”, con in testa sanità, economia, ingegneria. In pratica, la “domanda” dei datori interesserà 155.600 dottori in media l’anno. Altre 809.600 posizioni andranno a diplomati, e qui entrano in ballo i diversi indirizzi dell’istruzione tecnica e professionale (amministrazione, finanza e marketing, turismo, meccanica, meccatronica, energia, elettronica ed elettrotecnica). In possesso di una qualifica regionale o della semplice scuola dell’obbligo sono i restanti 988.500 ingressi stimati.

Certo i 2.576.200 profili richiesti non sono poi così tanti, e soprattutto non sono tutti nuovi posti: in quattro casi su cinque (il 78%, per la precisione) si tratterà di sostituire chi andrà in pensione, generando una domanda di oltre due milioni di lavoratori. La nuova occupazione interesserà pertanto il restante 22% dello stock complessivo. Questi numeri tengono conto del quadro economico attuale: in base allo scenario più probabile di andamento del Pil, secondo le stime formulate da Commissione europea e Fondo monetario internazionale, i nuovi posti che si creerebbero per effetto della crescita economica potrebbero aumentare dello 0,5% l’anno (+2,5% nei cinque anni considerati), per complessive 560mila posizioni lavorative in più (in uno scenario di maggior espansione, come quello formulato dall’Ocse, considerando l’effetto delle riforme strutturali – lavoro, giustizia, Pa, scuola – in grado di incidere sulla competitività del Paese, si potrebbe salire a 962mila nuove posizioni lavorative). I profili professionali che potrebbero – il condizionale è sempre d’obbligo trattandosi di previsioni – far registrare i maggiori fabbisogni rispetto agli occupati totali sono comunque sempre legati ai settori tecnico-scientifici: ingegneri, progettisti elettronici e industriali, specialisti nelle scienze della vita e della salute (farmacisti, medici, ricercatori farmaceutici, agronomi) e in informatica, chimica e fisica.

Tuttavia, negli inserimenti – ed è questo il tratto distintivo rispetto alle stime degli ultimi anni – peserà “il più articolato background formativo”. Che, in gran parte, terrà al riparo, pure, dal cosiddetto “rischio automazione”, dovuto all’evoluzione tecnologica. Un rischio, al contrario, stimano ancora Unioncamere-Anpal, che riguarderebbe circa il 12% del fabbisogno previsto nei prossimi cinque anni, ovvero quasi 308mila lavoratori. “Non è un mistero che nel breve-medio periodo ci sarà un’elevata richiesta di professioni qualificate legate ad Industria 4.0 – spiega il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello -. Ma questa domanda rischia di restare in parte inevasa in assenza di un adeguato orientamento che consenta ai potenziali candidati di sviluppare le competenze richieste dal mercato. Per contribuire a superare questo paradosso, le recenti normative hanno ampliato e rafforzato il ruolo delle Camere di commercio sui temi dell’orientamento, dell’alternanza scuola-lavoro e dell’incontro domanda-offerta, anche attraverso la collaborazione con altri soggetti pubblici e privati”.

Del resto, uno dei nodi (storici) italiani è proprio lo scarso link istruzione-occupazione. Di qui il timore, lanciato a più riprese anche dalla Confindustria, che il sistema scolastico-accademico non sia in grado di soddisfare la richiesta di “high skills” che proviene dal mondo delle imprese, e più in generale del mondo del lavoro, per indirizzo di studio e competenze specifiche richieste. I neo-laureati previsti in ingresso nell’occupazione nel prossimi cinque anni, per esempio, sono circa 674mila; un numero già più basso rispetto al fabbisogno di “colletti bianchi” espresso dal settore economico-produttivo (circa 780mila unità). “Ecco perché c’è bisogno di rafforzare le attività di orientamento volte a ridurre il mismatch fra domanda e offerta di lavoro – commenta il numero uno di Anpal, e professore di Diritto del lavoro alla Bocconi di Milano, Maurizio Del Conte – Mi auguro, poi, che la fotografia scattata da Excelsior possa essere tenuta in considerazione dal decisore politico per mettere in campo le misure più opportune per far decollare il raccordo istruzione e lavoro. Dal canto suo Anpal ha messo in campo i tutor per l’alternanza ed è direttamente impegnata nel rafforzamento del sistema duale, assieme agli uffici placement di scuole e atenei”.

Icon_candidate_small
Lavora come Operatore Call Center Inbound

venerdì, 12 Luglio 2024

Cerchi lavoro nel settore delle Telecomunicazioni? Trovalo con Humangest! Stiamo cercando Operatori Call Center Inbound per un'importante azienda di telecomunicazioni. Se hai eccellenti capacità comunicative, orientamento al cliente e sei disponibile a lavorare su turni, questa è la posizione che fa per te!

Vuoi saperne di più?

Trova la tua filiale!

Contattaci