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Gianluca Zelli a Omnibus

Ai microfoni di La7, un’analisi approfondita del contesto attuale, perché per combattere l’incertezza dei lavoratori italiani servono prospettiva e politiche a sostegno della stabilità.

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11 Dicembre 2025

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Giovedì 11 dicembre Gianluca Zelli, CEO di SGB Humangest, è stato ospite di Omnibus su La7 per analizzare le tensioni che attraversano il mercato del lavoro italiano. Un confronto diretto su elementi che stanno ridisegnando le condizioni occupazionali: salari che crescono con i rinnovi ma perdono potere d’acquisto, un’incertezza diffusa soprattutto tra gli over 50 e una manovra che riduce la decontribuzione e rallenta le stabilizzazioni a tempo indeterminato.

Nel dialogo con Gerardo Greco, Lirio Labbate, Janina Benedetta Landau e Livio Gigliuto, Zelli ha riportato l’attenzione sul tema dei contratti collettivi, ricordando che il dibattito sul salario minimo rischia di oscurare una criticità molto più concreta: l’esistenza di contratti pirata che, ancora oggi, prevedono condizioni inaccettabili e prive delle tutele basilari riconosciute nei CCNL.

Per Zelli, il vero discrimine non è la soglia oraria fissata per legge, ma la qualità dei contratti applicati e l’efficacia dei controlli per evitare abusi, lavoro nero e dumping contrattuale. Grazie ad una visione a tutto tondo sul mondo del lavoro – ottenuta con oltre vent’anni di esperienza nel settore delle risorse umane e più di 10.000 persone gestite da Humangest – l’imprenditore ha evidenziato come le scelte politiche sulla stabilizzazione e sulla fiscalità abbiano effetti immediati sulla dignità e la continuità del lavoro.

Siamo in un momento in cui tutto cambia rapidamente: sviluppare una visione condivisa che ci permetta di affrontare insieme questa evoluzione è il primo passo per non subirla, ma per sostenerla in modo consapevole e generativo” ha dichiarato Gianluca Zelli nel post LinkedIn successivo all’intervista. Si tratta di un richiamo pragmatico: senza strumenti chiari e investimenti coerenti, la crescita del Paese non può consolidarsi. Ed è su questi aspetti che si giocherà la capacità dell’Italia di sostenere davvero il proprio sistema occupazionale.

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